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    16 Dicembre
    2019

    Investimenti in beni strumentali: il nuovo credito d’imposta

    Pubblicato da in Organizzazione – Finanza – Controllo

    Il super e iper ammortamento scadono alla fine del 2019 e nel 2020 saranno sostituiti da un credito d’imposta.

    Le agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali, secondo quanto previsto in un emendamento alla legge di Bilancio 2020 approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, saranno concesse sotto forma di credito d’imposta. L’intensità varia a seconda della tipologia di investimenti: 40% o 20% del costo, in base all’importo dell’investimento, per gli investimenti materiali Industria 4.0; 15% del costo, per gli investimenti in servizi e software digitali; 6% per gli investimenti in beni diversi dai precedenti.

    In ogni caso, il nuovo credito di imposta non si applicherebbe agli investimenti effettuati nel 2020 per i quali viene versato l’acconto del 20% entro il 31 dicembre 2019, che potranno beneficiare degli attuali super e iper ammortamenti nel termine così detto lungo con effettuazione entro il 30/06/2020 per beneficiare del super ammortamento ed entro il 31 dicembre 2020 per beneficiare del iper ammortamento.

    Il nuovo credito d’imposta 2020 per gli investimenti in beni strumentali che sostituisce dal 1° gennaio 2020 l’iperammortamento e superammortamento è una delle misure contenute nel pacchetto agevolazioni ed incentivi 2020 introdotto da un emendamento alla legge di Bilancio 2020 approvato dalla Commissione Bilancio del Senato su richiesta del Mise.

    Il nuovo credito d’imposta 2020 prevede, per l’acquisto di beni strumentali effettuati tra il 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, una percentuale diversa in base alla tipologia di investimenti: 40% o 20% del costo, in base all’importo dell’investimento, per gli investimenti relativi a Industria 4.0; 15% del costo, per gli investimenti in servizi e software digitali; 6% per gli investimenti in beni diversi dai precedenti. Di seguito si riportano i contenuti della misura con le novità introdotte da un emendamento alla legge di Bilancio 2020, con l’indicazione dei soggetti beneficiari, di beni agevolati, del meccanismo di applicazione e del periodo di riferimento:

     

    Tipologia investimenti

     

    Credito d’imposta per investimenti in beni 4.0

    Sono ammessi all’agevolazione unicamente ai titolari di reddito d’impresa.

    Sono esclusi i professionisti, come accade attualmente per l’iperammortamento.

    Sono agevolabili gli investimenti in macchine intelligenti, interconnesse, il cui elenco è contenuto all’interno dell’allegato A della manovra 2017.

    Sono previste 2 aliquote:

    • credito d’imposta al 40% per investimenti fino a 2,5 milioni;
    • credito d’imposta al 20% per gli investimenti di valore compreso tra 2,5 e 10 milioni di euro.
    • credito d’imposta a zero per gli investimenti tra 10 e 20 milioni attualmente rientranti nell’iperammortamento.

     

    Il credito d’imposta è concesso per:

    • investimenti superiori a 300.000 euro: è obbligatoria la perizia o l’attestazione di conformità da parte di un perito, un ingegnere o una società accreditata.
    • l’acquisto di beni strumentali effettuati tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

     

    I tempi per la consegna sono al massimo di 18 mesi, mentre oggi è di 24 mesi.

    In caso di vendita del cespite o di sua destinazione a struttura produttiva situata all’estero entro il 31 dicembre del 2° anno successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento, il credito d’imposta è ridotto del costo già utilizzato in compensazione mentre l’eventuale maggior credito d’imposta già utilizzato deve essere riversato.

    Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione in 5 quote annuali “a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione”.

    Nel caso in cui l’interconnessione dei beni 4.0 avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione, è “possibile iniziare a fruire del credito d’imposta sui beni strumentali “semplici” al 6%.

     

    Credito d’imposta 15% per investimenti software        

    Sono ammessi all’agevolazione unicamente ai titolari di reddito d’impresa.

    Sono esclusi i professionisti, come accade attualmente per l’iperammortamento.

    Sono agevolabili i software elencati nell’allegato B della manovra 2017 integrati dalle ulteriori disposizioni previste dalla Legge di Bilancio 2018:

    • sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
    • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
    • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field).

     

    Rientrano nell’agevolazione anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni ricompresi nell’allegato B mediante soluzioni di cloud computing.

    Il credito d’imposta è concesso al 15% del costo di acquisizione con un limite massimo pari a 700.000 euro, per gli investimenti in software.

    A differenza di come avviene oggi, tale investimento è agevolabile a prescindere dall’acquisto di un bene materiale.

    Il credito d’imposta deve essere utilizzato in compensazione, in 3 quote annuali.

     

    Credito d’imposta per investimenti in beni diversi dai precedenti   

    Possono accedere alle agevolazioni tutti soggetti titolari di reddito d’impresa e degli esercenti arti e professioni.

    E’ agevolabile l’acquisto di beni strumentali effettuati tra il 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

    Non sono agevolabili:

    mezzi di trasporto;

    • beni con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%;
    • beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione;
    • beni a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

     

    Il limite di spesa per il credito d’imposta al 6% per gli investimenti in beni strumentali è 2 milioni di euro. La durata di fruibilità del credito d’imposta è fino a 5 anni “a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni”.

     

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