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La ricchezza aziendale: il capitale intellettuale

La situazione ambientale in cui operano oggi le organizzazioni ha raggiunto un grado di complessità che non ha paragoni col passato. Ci troviamo di fronte ad una realtà dove dominano la non linearità, la discontinuità e, conseguentemente, i mutamenti avvengono con un’accelerazione vertiginosa.
Le continue fusioni e acquisizioni costringono le società coinvolte ad affrontare radicali trasformazioni sia sul piano culturale, sia su quello organizzativo. Gli stessi fornitori di tali società devono riadattarsi, poiché il mutamento organizzativo dei propri clienti costringe loro a modificare le proprie routine.
Le persone non sono più in grado di comprendere tali trasformazioni, che superano la capacità di adattamento degli individui e delle organizzazioni stesse. Tra i manager si diffonde la sensazione che la situazione stia sfuggendo al controllo. Vi è quindi la necessità di un ripensamento profondo del modo di concepire l’organizzazione di oggi. Innanzitutto, serve considerare l’organizzazione come un vero e proprio sistema vivente, e non più come un sistema cibernetico: alle istruzioni si dovranno sostituire gli stimoli e le iniziative motivanti. L’attenzione dovrà essere spostata su tre fattori di creazione del valore, spesso trascurati: 1) le persone, 2) la conoscenza, 3) le relazioni.
Da ciò si comprende che la centralità dell’apprendimento nelle organizzazioni. Bisogna essere consapevoli che il bene più importante per un’organizzazione è ciò che ne assicura la sostenibilità competitiva: il suo capitale intellettuale.
Oggi è stato ampiamente assodato che oltre l’80% del valore è generato dagli elementi intangibili afferenti appunto il Capitale Umano, il Capitale Relazionale e il Capitale Organizzativo. Il valore generato è naturalmente frutto della maggior competitività di queste imprese. Come è cambiato il mondo da quando il valore era generato dalle macchine! La loro capacità di immaginare e di innovare è talmente elevata che consente ad alcune di esse di sottrarsi idealmente alla concorrenza.
Esiste una relazione tra Bilancio dell’Intangibile, Bilancio Sociale e Bilancio Ambientale, relazione catturata in un report di grande respiro definito secondo le linee guida del Global Reporting Initiative: il Bilancio di sostenibilità globale. E’ pronto il management italiano ad uscire dal formalismo dei bilanci obbligatori e lanciarsi con entusiasmo verso tali innovazioni?
 

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