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Tunisia - il contesto geneale

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thermes_marins_de_carthageCon la prima posizione nel Maghreb e la terza nel mondo arabo in generale (dietro Kuwait e Qatar), la Tunisia si pone come snodo industriale tra mondo arabo e mondo occidentale. L’agricoltura è il settore portante (primo esportatore mondiale di datteri), con una produzione oleicola di rilievo (quarto esportatore mondiale di olio d’oliva, dietro Italia, Spagna e Grecia). Settori trainanti sono il tessile, il chimico e il settore dei servizi (turismo). Posizione strategica e stabilità economica e politica sono i maggiori punti di forza del Paese, insieme a un alto livello di sicurezza, la buona qualità della formazione, un sistema infrastrutturale ben strutturato e la semplificazione delle procedure amministrative: in particolare, si segnala lo snellimento della burocrazia per la costituzione di società (online in sole 24H). La Tunisia ha pienamente integrato l’area di libero scambio con l’UE a partire dal 1° gennaio 2008: il commercio internazionale, pertanto, è libero ed incentivato con esenzione fiscale decennale. In questo quadro, l’Italia si afferma come il secondo partner commerciale del Paese. In Tunisia sono presenti circa 2.700 imprese straniere e miste; di queste, 2.300 sono europee, circa 600 italiane. L’80% delle imprese straniere in Tunisia riesporta in altri paesi.

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Al contrario, le società estere non possono svolgere attività di commercio interno, a meno che non siano partecipate per almeno il 30% da investitore locale. Nel Paese vige libertà d’investimento nel settore industriale e l’investimento straniero è trattato alla stessa stregua di quello nazionale. Il Codice nazionale degli Investimenti, infatti, vuole incoraggiare la partecipazione straniera allo sviluppo economico del Paese e l’Italia rappresenta il primo investitore nel Paese. Attualmente è attiva in Tunisia la Linea di Credito Italiana della Banque Centrale de Tunisie (36,5 milioni di euro). Questa finanzia l’acquisizione di beni e servizi d’origine italiana per i bisogni delle PMI tunisine in termini soprattutto di trasferimento tecnologico, assistenza tecnica e formazione. La linea è aperta ai vari settori dell’industria, dell’agricoltura e dei servizi e finanzia progetti da un minimo di 100.000,00 a un massimo di 2.000.000,00 di euro. La Linea è attivabile in collaborazione con Artigiancassa Spa tramite l’Ambasciata d’Italia in Tunisia, cui vanno presentate le domande di finanziamento. Le condizioni applicate prevedono un tasso d’interesse  del 3,25% annuo in caso di retrocessione in euro, e del 6,25% in caso di retrocessione in dinar. Si segnalano infine l’accordo tra Banca Nuova e la BIAT (Banque Internationale Arabe de Tunisie), e le joint ventur  italo tunisine assistite da Simest, attualmente socio di capitali di circa 15 aziende di diritto tunisino (vd Legge 100/90). I settori merceologici in cui sono favoriti gli investimenti sono: Agricoltura (bio), Elettronica e meccanica, Turismo del benessere (nella regione del centro si concentra il polo turistico per eccellenza della Tunisia, con più di 50 SPA, grazie ad una tradizione di eccellenza nella talassoterapia), Tessile.
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