Centocinquanta - a bit different

Luisa D'Arrigo

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Luisa D'Arrigo
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Catanese, laureata cum laude, parte subito per una missione archeologica dell'Università di Catania in Turchia dove apprenderà i margini di adeguamento che esistono tra l'insegnamento universitario e l'archeologia di campo. Due mondi spesso sconnessi. Due anni di master in conservazione e gestione dei beni culturali all'Università di Siena serviranno a confermare tale intuizione: il territorio ha delle potenzialità che l'accademia non sempre intravede.
Prosegue quindi l'esperienza formativa all'estero, in Francia, dove effettua per il Servizio Regionale dell'Archeologia di Aix-en-Provence un'analisi comparativa della gestione di due siti archeologici: le Jardin des Vestiges a Marsiglia e l'Anfiteatro di Arles. La dissonanza riscontrata tra i due siti - violentato dallo sviluppo urbanistico il primo, valorizzato a supporto dello sviluppo locale il secondo - acuisce nuovamente la primigenia riflessione: l'inefficiente accozzaglia di risorse disperse è un modus operandi riscontrabile in tutto il Mediterraneo, a macchie di leopardo. Un Mediterraneo, tuttavia, ricco di potenzialità, come ha modo di apprendere durante il lavoro di progettazione comunitaria svolto presso l'IMED - Istituto per il Mediterraneo di Roma.
La rifunzionalizzazione del Museo della Fabbrica, all'interno dell'ex complesso monastico benedettino di Catania, nel quadro del progetto inter-ateneo Catania-Lecce che istituisce il sistema museale universitario, accende infine la scintilla del possibilismo. Troppe ricchezze culturali anelano d'essere riportate al loro splendore e la gente desidera ammirarle.
Tuttavia il sistema pubblico, lento e burocratizzato, è pieno di motivi che lo spingono all'inazione. Luisa organizza così, con altre due colleghe, un evento privato all'interno del Monastero dei Benedettini con l'allestimento di un'installazione d'arte contemporanea ed un servizio di visite guidate by night. L'evento culturale suscita l'interesse dell'intera città, realizzando ogni sera, per cinque sere, il tutto esaurito.
L'acquisita consapevolezza della ricchezza inespressa, delle risorse abbondanti e mal gestite del territorio, favorisce l'incrocio con le strade percorse dagli altri consulenti CentoCinquanta. Valorizzare il territorio, le risorse umane, le competenze degli imprenditori, non è molto diverso dal compiere un ardito scavo archeologico che porti alla luce la reale bellezza della nostra cultura.
Per l'associazione CentoCinquanta si occupa della cura dell'intero Network. Segue, inoltre, l'organizzazione del processo di internazionalizzazione in Marocco: il mediterraneo continua ad essere al centro dei suoi interessi.
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